Crescendo

Continua il parallelo con i termini musicali e continua anche la storia di Filippo e Diana.

“Crescendo” è un racconto lungo che accompagna lo svilupparsi del sentimento confuso e tormentato che è nato e cresce tra i due protagonisti. Crescono anche l'intensità e la drammaticità della storia, proprio come un crescendo musicale.

I ragazzi stanno frequentando il secondo anno alla scuola di Armonia e Filippo è riuscito finalmente a fare breccia nella spessa corazza che Diana ha eretto attorno al suo cuore. Questa volta vivremo la loro esperienza dal punto di vista di Diana, la quale non smetterà di farsi carico della responsabilità di proteggere sua sorella, ma per quanto lei cerchi di farlo, dovrà ad un cento punto lasciarla libera di vivere la sua vita ed accettarne le conseguenze.

Possiamo considerarlo un secondo episodio e va necessariamente letto dopo il racconto “A Prima Vista”. 

 

Ecco l'inizio....

 

-1-

 

Diana si era svegliata prima dell'alba, tutta la scuola dormiva ancora. Le piaceva girare da sola in quell'assoluto silenzio. Le dava un senso di pace.

Aveva appuntamento con Filippo alle stalle per vedere assieme Furia l'aquilupo.

Non aveva neppure lasciato un biglietto a Lili, ormai lo sapeva, erano già dieci giorni che si incontravano lì in segreto. Il suo fidato canorso, Poldo, era rimasto a dormire in fondo al letto, ma era meglio così, avrebbe fatto la guardia a Lili.

Aveva capito già dall'anno precedente che adorava tutti gli animusi, in particolare i maestosi ed inquietanti aquilupo. Erano magnifici e Furia era il più bello di tutti. Era come un lupo gigante, della taglia di un cavallo, aveva un pelo folto e scuro. Sulla schiena portava ripiegate le sue magnifiche ali da aquila e quando le sbatteva forte, faceva volare tutto quello che si trovava lì attorno. Le zampe anteriori terminavano con due micidiali artigli da aquila che potevano divenire letali in caso di un combattimento.

Diana immaginava l'emozione inebriante che si potesse provare volando assieme a lui... Sicuramente si sarebbe sentita libera, forte, al di sopra di tutto e tutti, come la regina del mondo! Purtroppo, però, le lezioni con gli aquilupo iniziavano solo al terzo anno... Avrebbe dovuto aspettare...

Sospirò e si accorse di essere rimasta ferma imbambolata a fissare il vuoto. Sbatté le palpebre e guardò il lago. Lo splendido Lago Sussurrante, le sue acque erano ancora scure, il cielo stava cominciando a schiarire appena all'orizzonte. Doveva sbrigarsi, sicuramente Filippo era già arrivato.

Sentì l'eccitazione percorrerle la schiena. Non poté fare a meno di trattenere un sorriso, ultimamente le succedeva sempre più spesso e la “colpa” era proprio di Filippo. Le aveva fatto abbassare la guardia. Era veramente una persona buona e dolce, non aveva assolutamente nulla da temere da lui, né lei né Lili. Inizialmente aveva creduto che fosse gentile con lei solo perché interessato a sua sorella, ma il ragazzo le aveva detto “Mi piaci tu”, certo non poteva intendere in quel senso, lei non era bella, gli piaceva come amica, ma glielo aveva detto più di una volta e Diana ne era rimasta molto colpita.

Incredula dapprima, lei non piaceva mai a nessuno. Ovviamente Filippo era molto buono e gentile e sicuramente si era interessato a loro perché aveva capito che avevano un passato tormentato e aveva cercato sempre di aiutarle e stare loro vicino. Era davvero un buon amico... Il suo primo amico, l'unico che avesse mai avuto.

«Diana!» un richiamo soffocato la distolse dai suoi pensieri. Era Filippo.

Si voltò e lo intravide nella penombra, i suoi occhi azzurri e il suo dolce sorriso, gli si avvicinò svelta.

Senza parlare, Filippo le prese la mano e la trascinò dietro le stalle. Era alto e aveva un fisico asciutto da sportivo, anche se non lo era affatto, ma amava la vita all'aria aperta e gli animali, così era sempre in movimento. Era cresciuto dall'anno precedente, lei era sempre stata la più bassa della classe e adesso lui le pareva ancora più grande.

La sua mano calda le procurava sensazioni contrastanti, era sempre così, almeno da quando lui aveva cominciato a prenderla per mano, lo faceva sempre più spesso e a lei non dispiaceva. Si sentiva al sicuro, riusciva a rilassarsi almeno per un po'... Ma le faceva anche accelerare il cuore e quello non la calmava per niente...

Camminare così al buio con segretezza, le ricordava le tante volte in cui era sgattaiolata di nascosto in cucina al collegio. Lili non mangiava quasi nulla, non era di appetito ed aveva gusti molto difficili. Suor Carmela proprio non sopportava che si lasciasse il cibo nel piatto. Tutte le volte che qualcuno dei bambini lo faceva, veniva spedito a letto senza cena o in cucina a lavare i piatti. Allora Diana cercava sempre di mangiare anche quello che lasciava la sorella, ma non sempre ce la faceva... A volte era veramente disgustoso... In quel caso, però, invertiva i loro piatti in modo da venire punita al posto di Lili. Di notte capitava che Lili avesse fame e molto spesso Diana era costretta ad andare in missione di recupero. La cuoca, Suor Francesca, una donna molto dolce e comprensiva, “dimenticava” spesso un panino sul tavolo apposta per lei...

Proseguirono oltre le stalle, era lì che stavano gli aquilupo. Stavano ancora dormendo, ma quando si avvicinarono al recinto di Furia, l'animusi aprì i suoi occhi gialli ed emise un flebile verso a mo' di saluto.

Filippo scavalcò e Diana rimase a guardare. Non era prudente avvicinare un animusi superiore senza prima aver suonato per lui. Filippo non aveva paura, riusciva a creare con Furia un legame mentale anche senza la musica. Diana lo ammirava molto per quello. Aveva un dono speciale con gli animusi, glielo aveva detto anche il professor Rodolfo. Il ragazzo era molto modesto e non se ne vantava, anzi usava la propria capacità per prendersi cura di loro e per far colpo sulle ragazze... diceva scherzando.

Il ragazzo si era seduto accanto a Furia e lo stava accarezzando. Erano bellissimi insieme, Diana sospirò, sarebbe rimasta a guardarli incantata per tutto il giorno. Poi Filippo le lanciò uno sguardo soddisfatto e le fece cenno di raggiungerlo.

Diana scavalcò timorosa lo steccato e si avvicinò lentamente, mentre camminava, fece come lui le aveva insegnato. Respirò profondamente ed inviò i suoi pensieri di affetto e ammirazione nei confronti del grande animusi. Non era difficile, perché lei lo adorava davvero. Appena lo raggiunse, attese con fiato sospeso che Furia le sfiorasse il petto con il suo naso umido e poi si rilassò.

Affondò le mani nella pelliccia e si perse in lui. Quando lo accarezzava le pareva di poter percepire le sue sensazioni.

In quel momento si sentiva in pace. Era molto strano per lei. Da che aveva memoria, era sempre convissuta con una tensione emotiva continua, senza mai essere sicura della mancanza di pericolo... Soprattutto per sua sorella che era così buona ed ingenua. Ma lei non poteva fidarsi, in fondo erano sole, non avevano parenti, chi poteva volere loro un bene sincero e disinteressato? A nessuno era mai importato davvero di loro...

Beh, non era proprio così. Negli ultimi tre anni avevano vissuto con una nuova famiglia, i Piacentini, una coppia piuttosto anziana, Rosa e Antonio, ma lei non riusciva a pensare a loro come se fossero dei veri genitori. Erano due brave persone che si stavano prendendo cura di lei e di Lili, le avevano accolte con affetto e non c'era mai stato nessun episodio spiacevole che le facesse dubitare della loro buona fede, ma... Continuava a sentirsi sola.

Lì ad Armonia era diverso, lì c'erano tanti bravi insegnanti, nessuno aveva i genitori e poi c'era Filippo...

Sì, si sentiva felice... E questo le metteva una gran paura... Per esperienza sapeva che la felicità era molto precaria. Temeva che se si fosse rilassata, sarebbe potuto accadere qualcosa di terribile...

La campana della sveglia li fece trasalire.

«Dobbiamo rientrare» disse piano Filippo, appoggiando la mano sul suo braccio.

Diana annuì seria, senza dire nulla, lieta che la mancanza di luce non rivelasse il piacevole imbarazzo sul proprio viso.

Uscirono lentamente per non rischiare di svegliare gli altri aquilupo e, una volta fuori dal recinto, corsero verso il terrazzo.

Diana stava per precipitarsi verso la finestra della stanza che condivideva con sua sorella, quando Filippo le afferrò ancora la mano e la tirò a sé.

Prima che Diana se ne rendesse conto le sfiorò la guancia con un bacio lieve...

Diana si sentì il viso in fiamme e alzò appena lo sguardo su di lui.

Filippo sorrideva soddisfatto «Ci vediamo a lezione» le sussurrò. E si allontanò di corsa.

Lo faceva spesso, ma solo quando erano soli, le prendeva la mano e trovava un scusa per avvicinarsi, farle una carezza o regalarle un innocuo bacio... Come avrebbe fatto un fratello maggiore...

Era molto dolce e quei piccoli gesti innocenti le creavano un calore al cuore e a volte rimaneva confusa e scombussolata per molto tempo. Per fortuna lui non se ne accorgeva, altrimenti chissà cosa avrebbe pensato... O forse fingeva di non accorgersene, per non metterla in difficoltà.

Entrò nella sua stanza che ancora si stava tenendo la mano sulla guancia, come per trattenere stretta a sé quella piacevole sensazione che aveva provato...  

La storia di Diana e Filippo continua con Da Capo. Trovi anche una raccolta speciale dei 3 spin off con un breve capitolo finale inedito. "Diana e Filippo